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Guardavo solo il fruscìo di foglie
pensate rosse secche e rotolanti
sull'inopportuno svolgersi quieto
della città caduta dai miei rami!
C'erano piccoli trofei d'orgoglio,
sul rotolato cemento di giugno
e la mia pietà dispiegata al punto
d'ammettere che un tempo, ero stato:
ero stato sull'improvvisazione
del mondo e di qualsiasi pianeta
(fogliola dubbiosa, diviene verde)
ero stato pioggia di una materia
diluita, appena grigio-biancastra
(fogliola che quasi sembra una foglia)
ero persino stato, uno di quei
simpatici wireless burattini
che lagnano di onde radio l'intero
albo degli impossibili futuri!
(foglia che ruota nell'assurdo tempo!)